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75ª Adunata Nazionale ANA – Catania 2002
Quando il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini annunciò che la 75ª Adunata Nazionale si sarebbe tenuta in Sicilia, le perplessità non furono poche. Molti temevano le enormi distanze geografiche e le incognite legate a una terra tradizionalmente lontana dai teatri operativi delle truppe da montagna. Eppure, nei giorni 10, 11 e 12 maggio 2002, Catania si trasformò nel cuore pulsante dell’alpinità, smentendo ogni scetticismo e scrivendo una delle pagine più calde e spettacolari nella storia dei raduni ANA.
Per raggiungere la Sicilia, gli Alpini e le loro famiglie fecero ricorso ai mezzi più disparati. Navi passeggeri cariche di tricolori, treni speciali, aerei, pullman e infiniti convogli di camper risalirono o discesero la penisola per convergere sotto il vulcano. Le stime finali parlarono di una presenza complessiva compresa tra le 150.000 e le 200.000 persone. Il lungomare catanese si trasformò rapidamente in un gigantesco e colorato brulicare di tende e accampamenti improvvisati, dove i profumi della cucina alpina si fusero con i sapori intensi della tradizione siciliana.
L’Adunata del 2002 visse uno dei suoi momenti più solenni e commoventi prima ancora della sfilata della domenica. Una delegazione ufficiale si recò infatti a Messina per deporre una corona al monumento dedicato alle eroiche batterie siciliane. Fu un sentito omaggio ai “montagnini” dell’isola che nel 1896 si fecero trucidare ad Adua pur di non cedere le proprie posizioni. In un’atmosfera di profondo rispetto e commozione, la Fanfara della Brigata Alpina Julia eseguì il Silenzio, suggellando idealmente l’abbraccio tra le storiche sezioni del Nord e i fratelli del profondo Sud.
La domenica della sfilata fu caratterizzata da un improvviso e violento acquazzone che si abbatté sulla città senza però riuscire a scalfire l’entusiasmo dei 32.000 Alpini in armi e in congedo che avanzavano compatti lungo le vie del centro. A fare da sfondo scenografico al lungo serpentone di penne nere si stagliò un Etna suggestivamente imbiancato dalla neve fresca, regalando immagini destinate a entrare nella memoria collettiva dell’Associazione.
Tra i passaggi più applauditi della giornata vi furono le compagnie del 9° Reggimento Alpini dell’Aquila, che schieravano tra i ranghi anche le prime storiche caporali donne. Il momento di massima sintonia tra la città e la sfilata si raggiunse tuttavia quando la Fanfara della Brigata Alpina Taurinense salutò il pubblico catanese intonando le note della celebre “Ciuri, ciuri”, suscitando applausi, emozione e partecipazione sotto la pioggia battente.
I festeggiamenti e i tradizionali caroselli serali ebbero come punto di riferimento Piazza Duomo, ai piedi del celebre elefante di pietra lavica, il “Liotru”, simbolo della città. Qui si concluse un’Adunata inizialmente considerata una scommessa azzardata, ma rivelatasi un autentico successo di partecipazione e accoglienza. Catania 2002 dimostrò come i valori alpini potessero trovare casa anche all’ombra dell’Etna, diventando uno degli esempi più riusciti di unità nazionale nella storia delle Adunate ANA.
















