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82ª Adunata Nazionale ANA – Latina 2009
Nel fine settimana del 9 e 10 maggio 2009, la città di Latina ha ospitato l’82ª Adunata Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, scrivendo una delle pagine più drammatiche, nobili e intense dell’intera storia delle penne nere. Lo svolgimento di questo raduno fu preceduto da un teso e doloroso dibattito interno: il devastante terremoto che aveva colpito L’Aquila appena un mese prima, il 6 aprile 2009, aveva spinto molti a chiedere l’annullamento o il rinvio dell’evento in segno di lutto. La presidenza dell’ANA, d’intesa con le istituzioni, compì invece la scelta coraggiosa di confermare l’Adunata, ribattezzandola immediatamente come il grande motore della ricostruzione e della solidarietà. Fu così che il Lazio accolse per la prima volta nella storia un’Adunata nazionale, unendo lo spirito alpino alla terra dell’Agro Pontino, storicamente legata a una profonda immigrazione di coloni e famiglie di penne nere provenienti dal Veneto e dal Friuli durante le bonifiche degli anni Trenta.
L’eccezionalità del momento storico si rifletté in un protocollo d’altissimo valore istituzionale e in un clima in cui la tradizionale goliardia lasciò il posto a un sobrio e fiero cameratismo. Per la prima volta dopo molti anni, l’Adunata vide la partecipazione straordinaria del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giunto a Latina per tributare il ringraziamento della nazione all’Associazione. Il baricentro emotivo delle giornate di vigilia, vissute tra i larghi viali razionalisti e le piazze della città pontina sotto un sole a tratti cocente, fu proprio lo straordinario sforzo della Protezione Civile dell’ANA. Nelle stesse ore in cui si cantava e si sfilava a Latina, migliaia di volontari in divisa gialla e blu stavano gestendo in prima linea i campi d’accoglienza per gli sfollati in Abruzzo. Le tradizionali “bancarelle” e i punti di ristoro si trasformarono in centri di raccolta fondi spontanei, raccogliendo cifre straordinarie destinate interamente alla futura ricostruzione di un intero villaggio in terra d’Abruzzo.
La domenica dello sfilamento fu un concentrato di emozioni difficilmente dimenticabili per gli oltre duecentomila presenti. Il corteo fu aperto non dai tradizionali gonfaloni, ma da un immenso e sobrio striscione recante la scritta “Gli Alpini per l’Abruzzo”, che impose un rispettoso silenzio a tutta la piazza. Il momento di massima e quasi insostenibile commozione si registrò nel pomeriggio, quando giunse il turno della Sezione Abruzzi: gli alpini aquilani, molti dei quali rimasti senza casa o colpiti da lutti personali solo trenta giorni prima, decisero di sfilare lo stesso, fieri e composti, portando i gagliardetti dei gruppi terremotati. Il loro passaggio scatenò un’ovazione di oltre venti minuti, con il Presidente Napolitano e i vertici militari visibilmente commossi in piedi sulla tribuna d’onore e la folla ai lati delle strade unita in un pianto collettivo e liberatorio. L’Adunata di Latina 2009 è rimasta così scolpita negli annali non come una semplice adunata festosa, ma come il trionfo della solidarietà concreta e del dovere, dove le penne nere seppero dimostrare che l’amor di patria si misura soprattutto nella capacità di farsi scudo e sostegno per chi soffre.
Fotografie dall’archivio storico del Gruppo Alpini di Limbiate.

























































