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88ª Adunata Nazionale ANA – L’Aquila 2015
Nel fine settimana del 16 e 17 maggio 2015, la città dell’Aquila ha ospitato l’88ª Adunata Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, scrivendo quella che è unanimemente considerata la pagina più commovente, simbolica e potente della storia associativa moderna. A sei anni esatti dal catastrofico terremoto del 6 aprile 2009 – che aveva sconvolto il capoluogo abruzzese a un solo mese dal raduno di Latina, dove gli alpini aquilani sfilarono tra le lacrime con i gagliardetti a lutto – le penne nere hanno onorato una promessa solenne: tornare all’Aquila non più da soccorritori in tuta gialla della Protezione Civile, ma da fratelli in parata per celebrare la rinascita di un’intera comunità. L’afflusso è stato titanico e senza precedenti per il Centro Italia, con oltre quattrocentocinquemila presenze che hanno letteralmente sommerso di affetto e tricolori una terra profondamente ferita ma orgogliosamente in piedi, alla presenza dei massimi vertici dello Stato, ministri e autorità militari d’ogni arma.
Per tre giorni consecutivi, il monumentale ma ancora fragile centro storico aquilano si è trasformato in un immenso e vibrante polmone di speranza, canti e condivisione. Le piazze storiche, i corsi d’acqua e i larghi viali, molti dei quali mostravano ancora i vistosi puntellamenti e i cantieri della ricostruzione – da Piazza Duomo a Piazza Palazzo, fino all’area verdeggiante del Forte Spagnolo – sono stati pacificamente invasi dal passaggio di oltre cento fanfare e dai brindisi spontanei tra la popolazione locale e le penne nere arrivate da ogni regione e dall’estero. Il fulcro spirituale dell’evento è coinciso con il pellegrinaggio silenzioso e commosso alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, un luogo simbolo d’arte e fede che ha unito “veci” e “bocia” nel ricordo delle 309 vittime del sisma. Accanto alla proverbiale e travolgente goliardia alpina, l’Adunata ha vissuto momenti di altissimo valore civile, trasformando ogni singola tendopoli e punto di ristoro in un laboratorio di solidarietà concreta e di memoria attiva.
La grandiosa sfilata della domenica ha rappresentato il culmine epico del raduno, svoltasi sotto un cielo limpidissimo e un sole dal calore estivo che ha messo a dura prova la resistenza dei marciatori. Il corteo, aperto solennemente dalla Bandiera di guerra del 9° Reggimento Alpini (di stanza proprio all’Aquila), ha visto marciare l’incredibile cifra di oltre ottantacinquemila penne nere, prolungandosi per quasi quattordici ore consecutive lungo Viale Gran Sasso e Via Francesco Crispi. L’accoglienza del popolo aquilano è stata indescrivibile: intere famiglie assiepate sui balconi ricostruiti, striscioni di ringraziamento lunghi decine di metri e un applauso scrosciante e ininterrotto che ha rigato di lacrime i volti dei presenti. Il passaggio finale della Sezione Abruzzi, padrona di casa, ha scatenato un’apoteosi di cori e bandiere alla luce dei lampioni della sera. L’Adunata dell’Aquila 2015 è rimasta così scolpita negli annali dell’ANA come il trionfo assoluto del dovere e della fratellanza, l’appuntamento in cui gli Alpini hanno dimostrato che l’Italia sa rialzarsi e vincere anche le sfide più dure.
Fotografie dall’archivio storico del Gruppo Alpini di Limbiate.


























